Buddismo di Nichiren Daishonin

Pubblicato il : 11 aprile 2006
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Nichiren Daishonin
Zennichimaro (1222-1282) nacque in una famiglia di pescatori. Nel 1233 si recò al tempio di Seicho-ji, nella provincia di nascita di Awa, per studiare Buddismo. A sedici anni, poco dopo la tonsura, assunse il nome di Rencho e si trasferì a Kamakura per proseguire gli studi. Dopo essere tornato da Kamakura, si recò a Kyoto e Nara, gli antichi centri del Buddismo tradizionale in Giappone, dove acquisì una profonda conoscenza di tutti i sutra e della letteratura sul Buddismo. Nel 1253, tornato al Seicho-ji, Rencho adottò il nome di Nichiren (Sole-Loto), qui per la prima volta espose che la recitazione di Nam-myoho-renge-kyo era il mezzo per rivelare l’Illuminazione. La natura rivoluzionaria del suo insegnamento sta nell’offrire a tutte le persone la possibilità concreta di raggiungere la sua stessa condizione illuminata, uno stato vitale di felicità assoluta, non influenzata dal mutamento delle circostanze esterne. Materializzò questa Legge in un oggetto di culto: il Gohonzon, le cui riproduzioni vengono affidate ai membri della Soka Gakkai. Il termine Daishonin è un titolo onorifico che significa grande saggio. Nichiren Daishonin è considerato dai suoi seguaci il Budda originale dell’Ultimo giorno della Legge (che ha inizio duemila anni dopo la morte di Shakyamuni).
NEL BUDDISMO, PRIVO DELL'IDEA DI UN ESSERE SUPERIORE, DA DOVE NASCE LA NECESSITÀ DELLA FIGURA DEL MAESTRO?

Il rapporto tra maestro e discepolo non è un legame gerarchico o una relazione di dipendenza, come sovente è inteso nella nostra mentalità.
Daisaku Ikeda tratta questo punto nella Saggezza del Sutra del Loto (vedi vol. 2, p. 23 e seguenti) e dice che in epoche buie gli esseri umani ricercano la Legge mistica perché l'aspirazione, o "desiderio", originale di tutti gli esseri umani è quella di essere felici e che tutti gli altri godano della stessa felicità, uscendo fuori dalla spirale di sofferenza e dolore causata dalla stessa oscurità insita nella natura umana.
Questa aspirazione originale all'Illuminazione, chiamata "natura di Budda", indica la "causa" primaria e risiede nei discepoli, che in realtà sono tutti gli esseri viventi. La risposta del Budda a questa ricerca dei discepoli costituisce la "condizione" o relazione che li aiuta a trasformare tale aspirazione in effetto concreto nella propria vita, come un maestro che educa e guida nella giusta direzione con immensa compassione. Questa è la natura della relazione tra "maestro e discepolo". Il presidente Toda diceva: «Maestro e discepoli sono quindi compagni che lottano insieme con lo stesso desiderio, il medesimo obiettivo, per costruire un mondo dove gli ideali e i principi del Buddismo siano largamente diffusi e accettati. È una relazione tra chi ha più esperienza e chi è più giovane nella fede e nella vita». Ogni epoca ha dei "maestri" di kosen-rufu, persone come Makiguchi, Toda e Ikeda, in grado di guidare gli altri con l'esempio; tutti i membri della Soka Gakkai, al di là di ogni ruolo e responsabilità o degli anni di pratica, sono nella posizione di discepoli, e questo consente di creare forti e sinceri legami di unità tra di loro, basati sulla relazione di ciascuno con il maestro.

Come ha affermato recentemente il direttore generale della Soka Gakkai Internazionale Yoshitaka Oba, lo spirito che accomuna il maestro e i discepoli è il grande desiderio di dedicare la vita alla realizzazione di kosen-rufu per la felicità di tutte le persone della terra. Questo spirito dovrebbe ispirare il comportamento personale che si esprime attraverso le parole e le azioni concrete.
Ma dare un nuova direzione alla propria vita è un processo graduale, e anche disseminato di difficoltà: perciò seguire e mantenere giorno per giorno nella vita concreta lo spirito di maestro e discepolo è il modo per sviluppare e perfezionare se stessi e per contribuire alla realizzazione di kosen-rufu.
Fino a quando è rimasta viva la relazione maestro discepolo gli insegnamenti buddisti hanno mantenuto la prerogativa di essere un'indicazione per il comportamento degli esseri umani: Shakyamuni mostrava con il suo stesso esempio quello che insegnava ai suoi discepoli e li esortava a fare lo stesso. Con il passare del tempo però le persone hanno divinizzato la figura del Budda e in questo modo la hanno resa lontana, non considerandola più come un riferimento per la vita quotidiana. La via di maestro e discepolo ha così perso la sua funzione, e questa è stata la principale ragione del declino del Buddismo in India.

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